Gesù disse loro: “Quando farete dei due uno e quando farete l’interno come l’esterno e l’esterno come l’interno, e il sopra come il sotto, e quando farete di uomo e donna una cosa sola, così che l’uomo non sia uomo e la donna non sia donna; (…) allora entrerete nel Regno”

quinto vangelo di Tommaso apostolo.

Quante volte ho sentito dire l’espressione “praticare l’akido nella vita
quotidiana” e all’inizio pensavo che si trattasse di schivare le persone con un
corretto taisabaki nelle vie affollate, nel tenere lo sguardo fisso dinanzi a
me invece che farmi distrarre dai passanti o dalle vetrine, nell’autobus
afferravo la sbarra con la mano “invertita” per farmi nikyo e lo stesso facevo
quando guidavo afferrando il manubrio dell’auto, per sedermi facevo
irimitenkan… probabilmente anche questo è aikido nella vita quotidiana! Ma
crescendo (invecchiando?) ho capito che quello che più conta è fare nostro
quanto scritto nel vangelo di Tommaso sopra riportato: “fare di due uno” e come
afferma continuamente il nostro Direttore didattico, il M° H: Tada: “fuori di
me mille nemici, nel mio cuore nessun nemico”. Cosa significa? Come fare aikido
partendo da questa affermazione?
Dobbiamo prendere tutti gli eventi che ci accadono, le emozioni che proviamo,
le situazioni di vita e le persone che incontriamo come degli uke e fare aikido
con loro cioè non opporsi. Non opporsi significa non lamentarsi se piove o fa
troppo caldo; accorgersi della sottile stizza che cui prende quando qualcuno
supera la fila o se veniamo ignorati; notare quando le aspettative che abbiamo
rispetto agli altri e al mondo non vengono soddisfatte e ci provocano rabbia o
disappunto… e poi “diventare uno”, accettare l’emozione, l’evento, la
situazione! Non combattere con quello che è, non contrastare la realtà, non
opporsi alla vita. Dobbiamo fare in modo che ciò che è, sia; lasciare ad uke
(la pioggia, il caldo, una sofferenza, l’autista maleducato, un contrattempo,
una perdita di denaro, ovverosia tutto quello che ci accade) la possibilità di
essere e di seguire la sua natura. Non lottiamo attivamente contro la realtà né
la subiamo passivamente ma la accettiamo totalmente!

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Fabrizio Ruta