Si tratta di una conferenza tenuta da Hiroshi Tada shihan nel 15° anniversario della Associazione di Aikido Yachimata il 26 settembre 2004. Tradotta dal giapponese all’inglese da Christopher Li sul sito Aikido Sangenkai; traduzione in italiano iniziata da Fabio D’Abramo e completata da Vito Meuli.
 
Questa è la prima di cinque parti. (Parti 2, 3, 4, 5).
 
La traduzione (inglese) originale si trova su: http://www.aikidosangenkai.org/blog/aikido-hiroshi-tada-yachimata-part-1/
La conferenza originale (in giapponese) può essere letta scaricando questo file: 04-9-26tadasihan-kougiroku.rtf

hiroshi-tada-all-japan

Aikido Shihan Hiroshi Tada Sensei

All Japan Aikido Demonstration (全日本合氣道演武大会)

 

Oggi vi parlerò di un certo numero di cose. Coloro di voi che sono abituati ad ascoltarmi mi capiranno, ma quelli che non mi conoscono bene potrebbero non capire di cosa sto parlando. Anche tra gli studenti dell’Università di Tokyo, che hanno ascoltato i miei discorsi per quattro anni e poi per altri due anni durante il corso di specializzazione, ci sono alcuni che non mi hanno capito se non molto tempo dopo.

In Italia abbiamo condotto questo tipo di seminari per trent’anni. Quest’anno sono quaranta anni da quando è stata fondata l’Aikikai nel 1964, ma non siamo riusciti a tenere seminari estivi sin dall’inizio. Non c’erano abbastanza studenti. Il motivo è che partivamo da zero. Quattro anni dopo, nel 1968, tenemmo il primo seminario internazionale e abbiamo continuato così fino ad oggi.

Ebbene, ci sono due metodi di allenamento nell’Aikido. “Ki no Renma” (気の錬磨), l’allenamento del ki, e “Waza no Renma” (技の錬磨), l’allenamento delle tecniche. Tutti conoscono quest’ultimo, ma anche tra i giapponesi c’è chi non capisce l’origine della tecnica dell’Aikido.

Vorrei rivolgere la mia attenzione a questi argomenti nella conferenza di oggi.

Nei paesi stranieri 気の錬磨 si legge “Ki no Renma”. Tale termine è generalmente compreso in Germania, Svizzera, Italia e in pochi altri posti.

La parola “Aiki” è molto ben conosciuta, ma viene usata in molti modi diversi. Quello di cui stiamo parlando nell’Aikido si chiama “Shinjin Aiki” (神人合気). Vuol dire “forgiare una persona illuminata attraverso l’Aiki di Dio e Uomo” (神と人との合気による真の人を練る).

L’espressione “Shinjin Aiki” (神人合気) è la locuzione shintoista per esprimere tale concetto.

Parole di O Sensei, dalla rivista Kikan Dou ( 季刊「道」) n.145:

修行は神人合一をもって目標とするけれども、神と人とは質において同一ではあるが、

量においては大小あれば、人は人だけの範囲を超えることはできない。しかし武の魂は天地と相通じる。そしてうるわしい結果を現すものである。初心の修業者の修業の方法を一言すれば「武の身体の変化は極まりなき栄の道にして、一をもって万にあたる道なれば、一より万法を生み開き、万剣を練り、その責とげ達成せしむる」にあるのである。


Lo Shugyo (allenamento serio e intenso, austero; NdT) ha lo scopo di unire Dio e Uomo (神人合一).
L’essenza di Dio e Uomo è la stessa, ma essi sono di misure diverse. L’Uomo non può da solo superare le proprie limitazioni. Tuttavia, lo spirito marziale crea un completamento tra Cielo e Terra. In tal caso scaturisce un risultato meraviglioso.
Se uno volesse riassumere il metodo di allenamento di un principiante Shugyo-sha (chi si allena in maniera austera, NdT) in una singola frase, questa sarebbe “Rendi la trasformazione del corpo marziale una Via gloriosa senza fine. Poichè il generale è intuito dal particolare nella Via, fatti carico di creare tutti i metodi dall’uno e di forgiare la spada (taglia-erba)”.
 
Nota del traduttore inglese

Il testo che parla della spada dice letteralmente “diecimila spade”, ed è così che è stato tradotto da John Stevens in un passaggio molto simile nel testo “Budo”, che riporta la stessa sintesi dell’allenamento in una sola frase di Morihei Ueshiba. Tuttavia gli stessi caratteri possono anche rappresentare una spada dritta a doppio taglio utilizzata dai soldati coreani che fu importata in Giappone.
Inoltre questa è la stessa forma della “Kusanagi no tsurugi” (草薙の剣), o spada “taglia-erba” spesso citata da Morihei Ueshiba in citazioni molto simili. Questa era la spada di cui Morihei Ueshiba diceva “Aiki è il nome della spada brandita dalla Grande Divinità Susanoo”, e i cui due tagli egli diceva che rappresentano il Cielo e la Terra (Yin e Yang).
Infine, la parte sulla “trasformazione del corpo marziale” è assente nella traduzione di Stevens, benché sia presente nel testo originale di “Budo”.
Riportiamo a seguire la traduzione di Jonh Stevens di quella sintesi del metodo di allenamento di un principiante Shugyo-sha. La frase finale che si riferisce alla mente non appare nel testo citato sopra, ma viene riportata in “Budo”:
“La migliore strategia fa affidamento su risposte illimitate. Persegui il Cammino Glorioso, usa l’uno per colpire i tanti, e allora l’uno aprirà la strada a diecimila principi vitali; forgia diecimila spade, prendi il controllo, e raggiungi il massimo. Mantieni sempre la mente chiara e luminosa come il cielo immenso, il grande oceano e la montagna più alta, libera da tutti i pensieri.”

Il testo dal manuale “Budo” del 1938, in Giapponese moderno, è il seguente:

戦法体の変化は極まりなき栄の道にして、一を以て万に当るの道なれば、一より万法を生み開き万剣を練り其の積を遂げ達成せしむるにあり。心は常に澄きりし大空の如く、大海の如く、又大山の如く、又何事も思うべからず。

Detto in termini buddhisti sarebbe “Bonga Ichinyo” (“Io sono il Brahman” / “Aham brahmasmi” / 梵我一如 – una delle espressioni preferite di Shumei Okawa, un amico stretto di Morihei Ueshiba).

Se 梵 è il Brahman e 我 è l’Atman, allora questa diventa una tipica espressione degli antichi indiani. Brahman, il creatore dell’universo, e io, siamo uno. Questo è il concetto per cui siamo la medesima cosa.

Brahman e Atman (Wikipedia)

Nell’Induismo, Brahman (ब्रह्मन् brahman) è “l’immutevole realtà dentro ed oltre il mondo”, che “non può essere definito esattamente”. È stato descritto in sanscrito come Sat-cit-ānanda (verità-consapevolezza-gioia) e come la realtà suprema.
La parola Ātman (Sanskrit: आत्मन्) o Atta (Pāli) si riferisce al sè. Occasionalmente vengono usati anche termini “anima” o “ego”. Le parole ātman e atta derivano dalla radice indoeuropea *ēt-men (respiro) e sono affini all’inglese antico æthm, al tedesco Atem e al greco atmo-.

L’Aiki di Dio e Uomo (“Aiki” / 合気 = “gotai” / 合体 / “unione”) è anche il modo di concepire l’Uomo e Dio come originariamente la medesima cosa.

Quindi, se parliamo di cos’è un essere umano, il signor Goi (五井昌久) del Byakko Shinko Kai (白光真光会), che accoglieva O Sensei quando era in visita, direbbe che l’essere umano è un “Wake-mitama” (“Spirito diviso” / 分霊). In altre parole, se guardiamo all’enormità dell’universo, è la vista di qualcosa che è stato diviso da tale vita. Quindi, naturalmente, è qualcosa che non può essere separato. Se guardiamo come è scritto con i Kanji si capisce immediatamente, ma gli stranieri hanno molta difficoltà a comprendere questo concetto. È difficile spiegare cose del genere in posti come l’Europa.

Nota del traduttore inglese 

“Wake-mitama” è il processo attraverso il quale un Kami viene spostato in una nuova sede dividendolo in due, ottenendo due copie perfette che sono entrambe identiche all’originale.

Visto che espressioni shintoiste, buddhiste e taoiste si sono mescolate con altri elementi di origine giapponese, non saprei dire quale sia venuta prima.

Precedentemente, oggi, si è parlato del perché tutto questo sia connesso al Budo. Se si sta cercando di diventare abili nell’Aikido, allora si deve costruire una Mente e un Corpo tali per ottenere tale abilità, altrimenti non ci si riuscirà mai. Vale così per tutti. Se si vuole diventare un musicista allora si deve lavorare duramente per costruire la Mente e il Corpo di un musicista, oppure essere nati col talento. Se non si fa questo non è possibile in nessun modo diventare abili. Perché? Perché questo è il primo requisito per diventare abili. Non è qualcosa di cui ci si rende conto dopo essere diventati abili, piuttosto è qualcosa che bisogna capire per poter diventare abili.

Ci sono molte interpretazioni diverse di cosa è l’Aikido. Quando ascoltavamo gli insegnamenti di O Sensei, diceva: “l’Aikido non è la stessa cosa del Bujutsu – la competizione tra persone, il combattimento… quell’era è finita”, e verso la fine della guerra soleva dire “È grazie al fatto che facevamo quelle cose che oggi siamo qui”. Questa è l’idea dietro il superamento del Bujutsu.

Un altro modo per dire la stessa cosa è che l’Aikido ha raggiunto l’apice del Bujutsu. Quando si è raggiunto tale livello, si può lasciar vivere o morire l’avversario a propria discrezione.

Durante la guerra, ovviamente, i militari volevano fare dell’Aikido un uso militare. Stando a quanto O Sensei mi disse direttamente, nel 18esimo anno del periodo Showa (1943) ci fu la proposta di eliminare tutti gli altri stili di Budo e diffondere solo l’Aikido, visto che non c’era nulla di altrettanto utile nel combattimento corpo a corpo.

Vedete, la maggior parte delle persone non sconfiggono neache un singolo avversario in battaglia. Tuttavia ci sono stati alcuni casi eccezionali di imprese militari. Guardando le statistiche, questi erano tutti allievi di Morihei Ueshiba. Era lo studio della spada dell’Aiki. Certamente però, non erano tecniche dell’Aiki. Nel passato la maggior parte degli allievi erano anche praticanti di Kendo e Judo, quindi si trattava probabilmente di studenti di Kendo. Essi capivano la sensazione dell’Aiki quando impugnavano una spada.

Aikido Tankyu (合気道探求) numero 34, Luglio 2007

Quando Aritoshi Murashige sensei (村重有利) era in servizio militare in Cina, furono attaccati dal nemico e costretti al combattimento corpo a corpo. Praticanti esperti di Judo e Kendo morirono uno dopo l’altro. Il sensei non potè aiutare quelle persone, ma riuscì a sopravvivere. Disse che è stato grazie all’Aikido.
 
(Da un’intervista al capo di divisione della Prefettura Yamaguchi Aikikai – Katsuya Nakamura Shihan (中村克也), 8° Dan)

aritoshi-murashige

Aritoshi Murashige, 1895-1964

A proposito, quante persone credete che possano essere sconfitte con una sola spada? Sembra che cento uomini possano essere sconfitti facilmente. Conoscete il film “Daisatsjujin”? (“The Great Killing” / 大殺陣) È un vecchio film in cui un uomo solo abbatte cento uomini. Potreste dire che sia inverosimile, ma succede davvero. In guerra, anche in quelle recenti, ci sono stati casi concreti.

daisatsujin-great-killing

La locandina del film “Daisatsujin” (“The Great Killing”), 1964

Comunque Ueshiba divenne furioso a sentire quella proposta.

“Inconcepibile! Se fosse messa in pratica, tutti i giapponesi diventerebbero dei diavoli!”

“Originariamente (tagliare) uccidere una persona era un crimine grave. Noi stessi abbiamo dato inizio alla guerra, dovremmo esserne addolorati. È inconcepibile che l’Aikido possa diventare il miglior strumento per uccidere!” “Lascio l’Aikido!” disse, e si ritirò a Iwama. Dopo questo, non ricominciò a insegnare sino all’anno Showa 24 (1949).

Conoscete l’articolo “Tanren ni Kiwami-nashi” (“non c’è fine all’allenamento” / 鍛練に極み無し)? È un’intervista ad O Sensei fatta da Shigetoshi Takahashi (高橋しげとし) durante la guerra, nel febbraio dell’anno 20 del periodo Showa (1945). È stata pubblicata nel numero di Aprile della rivista “Shin-Budo” (新武道) nell’anno Showa 20 (1945). In tale intervista Ueshiba disse “Non avevo intenzione di tornare mai più a insegnare Budo”.

Era arrivato all’idea di abbandonare il Budo per come veniva praticato sino a quel momento e cominciò ad insegnarne uno che sino a quel momento era nuovo. La ragione per questo è che l’Aikido aveva raggiunto l’apice del Budo. Una volta conquistata la vetta, non è più usato. Suppongo che per la scienza valga lo stesso discorso. La scienza non ha ancora raggiunto il suo apice, quindi combattiamo guerre e usiamo armi atomiche. Quando si costruirà qualcosa che possa distruggere la Terra, in altre parole, quando la scienza avrà raggiunto il suo apice, non verrà più usata.

Dobbiamo quindi desumere il significato di “Aikido” da ciò che diceva O Sensei. Se è “un metodo di allenamento che richiede l’unione di Dio e Uomo e la presenza dell’Aiki” allora è una via per gli esseri umani. In altre parole, il Bujutsu non è una tecnica, è un modo di vivere. Questa è un’altra cosa che O Sensei disse nell’intervista “Tanren ni Kiwami-nashi”.

Come la forza vitale (命の力) degli esseri umani possa essere accresciuta al meglio, e come essi possano fare miglior uso di tale potere, è stato indagato e ricercato per migliaia di anni. Il Bushi, il Samurai e il Bujutsu-ka hanno studiato questo in maniera molto approfondita a causa dello stretto legame tra conoscenza delle tecniche e la loro sopravvivenza.

L’Aikido può essere praticato come Bujutsu, chiaramente anche come Budo, può essere praticato come metodo per arrestare, può essere praticato come sport o come metodo per stare in salute. Le donne possono praticarlo per la loro bellezza; ci sono tanti modi diversi, tutti possibili. Inoltre, e questa è la questione più importante per il futuro, emerge la prospettiva dell’uso per gli anziani. Inoltre ciò che dovrebbero fare le persone quando si ammalano, i modi più efficaci per allenarsi, i modi in cui gestire il corpo e il significato dei principi che governano la nostra vita…tutto questo è incluso nella Via.


Continua a leggere la seconda parte…