Questa è la seconda parte di una conferenza tenuta da Hiroshi Tada shihan nel 15° anniversario della Associazione di Aikido Yachimata il 26 settembre 2004. Tradotta dal giapponese all’inglese da Christopher Li sul sito Aikido Sangenkai; traduzione in italiano iniziata da Fabio D’Abramo e completata da Vito Meuli. E’ consigliabile leggere prima la prima parte. (Le altre parti 345).

La traduzione (inglese) originale si trova su: http://www.aikidosangenkai.org/blog/aikido-hiroshi-tada-yachimata-part-2/

La conferenza originale (in giapponese) può essere letta scaricando questo file: 04-9-26tadasihan-kougiroku.rtf

Shinjin Aiki (神人合気) e “Bonga Ichinyo” (梵我一如) hanno lo stesso significato. Lo stesso dei termini sanscriti Brahman e Atman nel buddhismo, cioè in altre parole “Wake-mitama” (“spirito diviso” / 分霊).

 aham-brahmasmi

Bonga Ichinyo / 梵我一如 / Aham Brahmasmi / Io sono il Brahman

Insomma, sin dal principio è il nostro Wake-mitama che ha condotto la costruzione di questo universo. Questo è il presupposto quando consideriamo la nostra mente (“kokoro” / 心).

Il punto è che i nostri antenati sono nati assieme all’universo. Quando l’universo ha avuto inizio anche i nostri antenati hanno avuto inizio. Altrimenti nulla può essere spiegato.

“Tutte le cose da una singola fonte” (万有一元), “Shin-butsu” (il matrimonio di shintoismo e buddhismo / 神仏), l’unità di vita e morte (生死合体) sono tutti lo stesso concetto, hanno tutti inizio da uno solo.

La fonte primaria dell’inizio di tutto questo è “Ki”. In questo caso “Ki” è l’energia alla base dell’universo, la grande forza che costituisce e muove l’universo. Comunque, il problema è che la nostra vita è differente dal Ki. La nostra mente e il nostro corpo non sono Ki. La nostra vita è il principio base dell’universo che è stato portato in essere dal Ki, il Wake-mitama che è “la volontà della Grande Origine” (“la volontà dell’Oomoto” / 大本の意志) che muove il “Ki”. In altre parole, la nostra forza vitale dev’essere la stessa dell’origine che porta in essere quella forza, altrimenti niente può essere spiegato.

Questa è la prima premessa dell’Aikido. In pratica, noi siamo figli dell’universo, detto in parole povere. Non sto dicendo che ci siano degli alieni (“gente dell’universo” / 宇宙人) in giro da qualche parte. Intendo dire che siamo umani sulla faccia della Terra e allo stesso tempo siamo creature dell’universo. Vi prego di leggere le poesie e gli scritti di O Sensei tenendo presente questo concetto.

Proseguendo, ci sono due modi di pensare quando si considera la “Via” (Do / 道) con questa premessa. “Shingaku no Michi” (心学の道) e “Shinpou no Michi” (心法の道).

Nota del traduttore inglese

“Shingaku” (心学): filosofia morale, codice etico
“Shinpou” (心法): metodi di crescita mentale

Questi concetti non sono un’invenzione mia. Sono stati esposti dal ricercatore delle arti marziali Yoshio Imamura (今村嘉雄).

 

lezione: le due vie marziali

Per primo, “Shingaku no Michi” (心学の道), è la via dell’etica. Per esempio, cose come il comportarsi seriamente nel dojo che sono strettamente collegate al Bushido. Questa è la via dell’etica di un particolare periodo.

Possiamo immediatamente capire il significato di “Shingaku no Michi” quando si parla di Bushido. Il Bushi emerse come figura verso la fine del periodo Heian. Era il principio che stabilì la società feudale da quel momento in poi, dall’inizio del periodo Kamakura sino alla fine del periodo Edo. C’erano molte qualità richieste nel Bushido, come la lealtà, o avere un carattere sincero…tra tutte le qualità veniva data molta enfasi alla “lealtà” (忠誠).

Il proposito dello “Shingaku no Michi” era allenarsi nel Bujutsu con l’intento di addestrare guerrieri di buon livello. Era qualcosa di imposto dalla società in quel tempo, una via di filosofia morale. Ma è qualcosa che col tempo può cambiare. Ai miei tempi era “lealtà e patriottismo” (忠君愛国). Dal periodo Meiji sino al periodo Taisho sino al periodo Showa. Ci fu un cambiamento epocale il 15 Agosto dell’anno 20 del periodo Showa (1945 – La resa del Giappone), proprio quando era al suo apice, e cambiò nel suo diretto opposto, come girare una mano. Coloro di noi che vivevano in quel periodo subirono il colpo immediatamente. Riesaminammo i libri di testo che avevamo usato fino a quel giorno e notammo gli errori. Forse altre persone non sentono l’impatto della cosa così chiaramente…

A quel tempo forse il 95% delle persone pensava che lo “Shingaku no Michi” fosse la via del Budo. Ed è vero senza dubbio. Tuttavia quando vedete apparire la parola “Shingaku” potete capire che questo proviene dagli insegnamenti confuciani.

Nei tempi antichi il Bushido era espressione del puro shintoismo. Poi si unì ad elementi delle dottrine di Confucio, Mencio e neo-confuciani, sino a che non fu completamente sviluppato alla fine del periodo Tokugawa. Inoltre, ci fu un lungo periodo di pace, perciò prese piede l’idea dell’allenamento nel Budo allo scopo di formare persone con un buon carattere. Di conseguenza ci fu una forte influenza del Budo stesso. Questa impronta rimase nei periodi Meiji, Taisho e Showa.

“Shingaku no Michi”, in altre parole, era usato per spiegare l’essenza del Budo nelle scuole dei clan. Le scuole dei clan erano molto avanzate in alcune aree, e retrograde in altre, ma nelle cosiddette scuole pubbliche dei clan il Budo era votato al proposito di formare persone di buon carattere.

“Shinpou no Michi” (心法の道), d’altro canto, si può dire che sia l’esatto opposto, alla ricerca di qualcosa completamente di diverso. Il suo obbiettivo è come la forza vitale individuale (命の力) possa essere incrementata, come si possano incrementare le proprie abilità, come si possa vivere al meglio ed essere soddisfatti come esseri umani. Questo è maggiormente shintoista o taoista, con forti influenze dal buddhismo di provenienza indiana passato per la Cina.

Qui la tecnica è particolarmente enfatizzata. Questo è tanto vero per le tecniche del Budo in sé quanto per la forgiatura delle spade e delle armature da parte del fabbro, o nel lavoro di un artigiano, o di un artista quando dipinge.

Quando parliamo delle arti oggigiorno intendiamo generalmente un dipinto o una scultura, ma in passato quando si parlava di arte si intendeva il Kenjutsu o il Bujutsu. Per questa ragione, colui che produceva cose veniva chiamato artigiano, e la sua non era considerata arte (芸術) (la parola inglese “craftsman” e, penso, anche quella giapponese per dire artigiano non ha la parola “arte” come radice, NdT). Per questo motivo “Geijutsu-taii” (芸術大意) riguarda gli insegnamenti del Kenjutsu.

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Banzan Kumazawa 熊沢蕃山 (1619-1691)

autore di “Geijutsu-taii” (芸術大意), che esplora gli aspetti mentali del Kenjutsu

Lo “Shinpou no Michi”, come il tempio Narita-san qui vicino, fu pesantemente influenzato dagli insegnamenti di Kobo Daishi (弘法大師, chiamato anche “Kukai” / 空海). I due insegnanti Kobo Daishi (Kukai) e Dengyo Daishi (伝教大師, chiamato anche “Saicho” / 最澄) furono emissari presso la Cina T’ang nell’anno 804. Rimasero lì solo per due o tre anni. Ciò che riportarono in patria fu il Buddhismo Esoterico, l’avanguardia del buddhismo dell’epoca. La ragione per cui Kobo Daishi fu così potente è perché il buddhismo era diventato la religione di stato, era stata ricevuta dalla corte imperiale dell’epoca e si era diffusa in tutto il Giappone come filosofia nazionale.

Quello che è stato chiamato “la scienza della concentrazione mentale” penetrò profondamente nel Giappone. La “Via” di cui si parla in questi insegnamenti è qualcosa richiesta per diventare esperti in ciò che chiamiamo “tecniche”, ed è differente da “Shingaku no Michi”. “Shingaku no Michi” formò un sistema di classi sociali molto rigido, quello dei guerrieri, dei contadini, degli artigiani e dei mercanti.

Al contrario “Shinpou no michi” è qualcosa di universale, che può essere ricevuto da tutti. È l’idea per cui “tutti sono benvenuti dall’Amida Buddha” (万人来迎). Per questa ragione, Kukai costruì una scuola che tutti potessero frequentare.

Kūkai (Wikipedia)

Kūkai (空海), successivamente chiamato anche Kōbō-Daishi (弘法大師 – Il Grande Maestro Che Ha Diffuso Gli Insegnamenti Buddhisti), 774–835, era un monaco giapponese, funzionario, accademico, poeta, fondatore della scuola  di Buddhismo Shingon, o della “Parola Vera”. I seguaci dello Shingon solitamente si riferiscono a lui con i titoli onorifici di O-Daishi-sama (お大師様?) e Henjō-Kongō (遍照金剛).
Saichō (Wikipedia)

Saichō (最澄, 15 settembre 767 – 26 giugno 822) era un monaco buddhista giapponese noto per aver fondato la scuola Tendai in Giappone, basata sulla tradizione cinese Tiantai che aveva conosciuto durante il suo viaggio in Cina a partire dall’anno 804. Fondò il tempio e la sede centrale del Tendai a Enryaku-ji sul monte Hiei vicino Kyoto. Si dice anche che sia stato il primo a portare il tè in Giappone. Dopo la sua morte, è stato insignito del titolo postumo di Dengyō Daishi (伝教大師).

Ovviamente c’è della filosofia originale negli insegnamenti di Kobo Daishi, ma l’origine di quegli insegnamenti è il Mandala, cioè lo Yoga.

In altre parole, lo scopo dello “Shinpou no Michi” era determinare come la concentrazione mentale possa essere sviluppata e incrementata al meglio. C’è una varietà di tecniche di allenamento come il Kokyu-ho e altre tecniche di concentrazione mentale adatte allo scopo. Anche oggi ci sono nostri contemporanei che usano tali tecniche per sviluppare le loro abilità.

Si possono leggere venti e più pergamene tradizionali sul Budo, e si leggerà in tutte la verità del Budo nei termini dello “Shingaku no Michi”. Tuttavia, in “Shinpou no Michi” la maggiore enfasi è messa sulla mente e sul suo uso.

Per esempio, gli esperti del Tenshin Shoden Katori Shinto-ryu (天真正伝香取神道流) concludevano le loro vite come sacerdoti buddhisti Shingon. Anche adesso ce ne sono ancora alcuni nei templi. La maggior parte dei famosi maestri del passato erano praticanti del buddhismo o dello shintoismo. Ponevano grande enfasi sullo “Shinpou no Michi” e si allenavano molto nella vie del “Misogi” o dello “Zen” o altri metodi del Mandala.

Questi metodi sono più universali.

In altre parole, “Shingaku no Michi” è l’insieme di regole alla base della società umana, “Shinpou no Michi” è la Via per cercare i principi universali.

Sulla licenza data a Munetoshi Yagyu (柳生宗厳) da Ise-no-kami Kamiizumi (上泉伊勢守, nato nel 1508) c’è scritto di suo pugno il seguente passaggio:

武術はわが国ではいざなぎ、いざなみの命、中国ではしちてん?、インドでは梵天にはじまる、つまり我々は宇宙の法則に則った武道をやっている。


Nella nostra nazione il Bujutsu è la vita di Izanagi e Izanami, in Cina esso è “Shichiten” (non si capisce il significato, nota del traduttore), in India comincia con Brahma. In altre parole, seguiamo i principi dell’universo nella pratica del nostro Budo.


Quello che viene particolarmente sottolineato qui è “Shinpou no Michi”, e dei due si può dire che l’Aikido segue la via di “Shinpou no Michi”.


Continua a leggere la terza parte…