Sono ormai quarant’anni che sentiamo il direttore didattico dell’Aikikai d’Italia, il maestro Hiroshi Tada, incitare a chiudere l’ano durante le tecniche dikokyu e la pratica dell’aikido. Questo esercizio è chiamato nello yoga mula bandha ed è uno degli aspetti più importanti nell’esecuzione del pranayama (tecniche di respirazione per il controllo del prana).

Quest’aspetto nella pratica delle arti marziali – e in particolare negli insegnamenti di Tada sensei – è così importante che richiede un meritato approfondimento. Purtroppo il tema risulta imbarazzante e sconveniente a causa dei tabù culturali associati a questa zona. Si evita così spesso di parlarne, perché l’ano è considerato una zona sporca e disgustosa associata ad un senso di vergogna.

Comunque sia, tutti hanno un ano anche se per la maggior parte delle persone, risulta una zona insensibile. Inoltre esso funziona anche su di un livello inconscio “rispondendo” automaticamente agli stati emozionali come la rabbia, la paura o il piacere… D’altronde la consapevolezza dell’ano è centrale anche in altre discipline come la sessuologia, la psicoterapia corporea, la prevenzione medica, lo yoga e il tantra.

 

Disegno 1

Iniziamo con una breve digressione anatomica semplificata (disegno 1, che rappresenta l’anatomia femminile, e disegno 2 che rappresenta quella maschile).

Noi possediamo due sfinteri anali posti uno sopra l’altro noti come sfintere esterno ed interno.

Si tratta di due aneli muscolari che circondano l’apertura anale e che normalmente lavorano in coppia anche se è possibile contrarli indipendentemente perché sono diversi i meccanismi neurologici che li controllano.


Disegno 2

Intorno –  e in contatto – agli sfinteri esistono poi tutta una serie di altri muscoli che sostengono i tessuti dell’ano e di tutta l’area tra l’ano e i genitali che sono definiti muscoli perineali. Tra questi riveste una particolare importanza il muscolo pubo-coccigeo (detto PC o diaframma pelvico) ancorato per l’appunto all’osso pubico e al coccige.

Non è sufficiente invitare a chiudere l’ano se la maggior parte delle persone oscillano tra l’insensibilità (cioè l’incapacità di provare sensazioni nella zona anale) e il dolore (dovuto alla presenza di ragadi o emorroidi). Naturalmente tra i due estremi esiste la possibilità di provare piacere attraverso diverse forme di stimolazione o la semplice evacuazione.

L’ano, come dicevamo, reagisce in maniera inconscia alle nostre emozioni  e svolge un ruolo importante nel piacere erotico. In generale quando siamo impauriti, sentiamo dolore o ci troviamo di fronte ad una minaccia (reale o immaginaria) accorciamo la respirazione limitandola alla parte alta dei polmoni mentre la parte inferiore resta immobile con il diaframma bloccato.

A sua volta il diaframma è legato alla tensione dell’ano creando così un circolo chiuso di contrazione/rilassamento in uno schema a feed-back. Quando per esempio proviamo paura alziamo le spalle, inspiriamo e l’ano si apre per liberare il corpo dalle feci (un detto popolare parla infatti di “farsela addosso dalla paura”). Al contrario in situazioni di stress e tensione l’ano si contrae con forza. Alcune persone presentano addirittura una contrazione anale cronica patologica.

Arriviamo ora all’aikido. Chiudere l’ano con consapevolezza permette di controllare il sistema nervoso e quindi rende più chiari, vigorosi e precisi i nostri movimenti durante l’esecuzione delle tecniche. Durante la pratica del kokyu permette di incanalare la nostra energia interna - ki - nella direzione decisa dalla nostra coscienza.

Finché non se ne fa esperienza quanto detto sembra un’esagerazione, eppure la scienza dello yoga e del tantra insistono molto sulla capacità di controllare consapevolmente quest’area del corpo. Nella sessuologia e nella psicoterapia corporea si lavora sulla presa di coscienza della condizione dell’ano nelle situazioni più svariate della vita quotidiana per giungere ad una vita più piena e rilassata. In ogni caso il miglior consiglio che si può dare. è di fare l’esperienza di praticare aikido mantenendo la consapevolezza della chiusura dell’ano. Nota bene ho detto “chiusura” e non “contrazione”. E qui sta la differenza: non si tratta di contrarre con forza i muscoli del retto ma di tenere semplicemente chiuso l’ano rilassando contemporaneamente le spalle, il collo, la schiena e la pancia.

Un altro tema importante è che il controllo è un arma a doppio taglio. Se esso è utile in molti contesti come la pratica dell’aikido, diventa invece un problema se lo esercitiamo nelle nostre relazioni intime impedendo il libero fluire delle emozioni e sensazioni. Anche in questo caso ritroviamo una verità importante: “niente è valido per sempre e in tutti i contesti” per cui va ripetuto che occorre saper chiudere e rilassare l’ano i muscoli perineali avendone consapevolezza senza credere che tenere questa zona sempre contratta dia dei benefici assoluti.

In conclusione vale la pena dedicare del tempo “allenando” questo speciale muscolo per aumentare il piacere e la forza.

 

Esercizi:

Innanzitutto occorre individuare i muscoli presenti intorno all’area anale da esercitare. Per fare questo la maniera più semplice consiste nel bloccare il flusso di urina durante la minzione cercando di identificare  quali muscoli si usano per interrompere il getto.

A. Ogni volta che vi ricordate (anche adesso!) cercate di essere consapevoli della condizione del vostro ano in relazione a diverse situazioni della vita quotidiana. E’ aperto o chiuso? Contratto o rilassato? Quali altri muscoli sentite tesi quando l’ano è contratto?
B. Mentre camminate chiudete l’ano per tre o 4 passi e poi rilassatelo e così di seguito.
C. Chiudete l’ano e fate irimi tenkan, poi aprite l’ano e di seguito chiudetelo. Fate di nuovo irimi tenkan e così di seguito
D. Sentite la differenza nella pratica del taisabaki tenendo l’ano chiuso o aperto.
E. Esercizio del maestro Tada:

 


Disegno 3

Posizione di partenza (disegno 3): seduti sul tatami a gambe tese e divaricate alla larghezza delle anche.

Mani in appoggio vicino al bacino con le dita rivolte indietro.

Il busto è  tenuto eretto.

Disegno 4

In perno sulle mani e sui piedi sollevare il bacino chiudendo con forza l’ano e sentendo la propria forza concentrata nel seika tanden (due dita sotto l’ombelico). Rimanete in questa posizione (disegno 4) più tempo possibile.

NB: se il bacino scende sotto la linea del busto sollevate con forza le anche verso l’alto. Anticamente in Giappone si praticava questo esercizio disponendo un coltello o dei chiodi appuntiti sotto il bacino per controllare e impedire (!) che il corpo si abbassasse. Pertanto per ritornare nella posizione eretta, in perno su una mano e su un piede eseguire mezzo giro fino ad arrivare a carponi in appoggio sulle mani e sui piedi. In questo modo si evitava di farsi tagliare dai coltelli.

Il maestro Tada consiglia di praticare il taisabaki immediatamente dopo questo esercizio perché il controllo dell’ano risulta molto facilitato dopo la sua esecuzione.

 

F. Infine è d’obbligo citare la ginnastica perineale messa a punto dal dott. Kegel che è una efficace cura per le ragadi, le emorroidi e il prolasso dell’utero. I tre fattori che rendono valida questa tecnica sono: la consapevolezza e l’attenzione data ala zona anale, la maggiore vascolarizzazione e il migliorato tono muscolare. Essa consiste in una serie di contrazioni ripetute associate alla respirazione.

Esercizio Kegel 1): inspirate, contraete i muscoli PC durante l’apnea piena per qualche secondo, poi espirate rilassando l’area (fare 90 contrazioni al giorno anche in diversi momenti)

Esercizio Kegel 2): inspirate e poi contraete i muscoli PC 10 volte di seguito durante l’apnea il più rapidamente possibile (eseguire 20 serie giornaliere).

Evidentemente questo tema richiederebbe un maggior approfondimento viste le tante implicazioni anatomiche, mediche, psicologiche, sessuali ed aspetti delle discipline meditative che esso implica. Non potendo però in questa sede prolungare l’intervento vi rimando alla seguente bibliografia:

André Van Lysebeth, Pranayama, Astrolabio (in particolare pag 232 e seg.ti)

Jack Morin, Il piacere negato, Editori Riuniti

E. e M. Zadra, Tantra (la via dell’estasi sessuale), Mondatori (in particolare cap. 8)